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Praga e la Repubblica
Ceca informazioni generali
dall'Ente Nazionale per il Turismo della Repubblica Ceca
PRAGA
Capitale della Repubblica Ceca con 1 200 000 abitanti, si
estende su una superficie di 496 km². La sua origine si fa risalire
all’870, anno in cui si iniziò ad edificare il Castello, ma i primi
insediamenti umani sul suo territorio ci riportano addirittura al primo
periodo dell’età della pietra. Dopo la fine della Prima guerra
mondiale, nel 1918, Praga divenne la capitale del nuovo stato della
Repubblica Cecoslovacca e, nel 1993, dopo la separazione dalla Repubblica
Slovacca, fu la capitale della Repubblica Ceca.
Praga si trova al centro dell’Europa- ad una distanza di circa 600 km
dal Mar Baltico, di 700 km dal Mare del Nord e di 700 km dal Mare
Adriatico. Non è lontana dalle altre metropoli centroeuropee: Vienna
dista 300 km, Bratislava 320 km, Berlino 350 km, Budapest 550, Varsavia
630 e Copenhagen 750 km. Le coordinate geografiche precise del centro
della città sono 50°05’19”di latitudine nord e 14°25’17” di
longitudine est. L’ora è quella dell’Europa centrale (GMT+ 1),
l’ora legale è ancora quella centroeuropea +1 (GMT+2).
Il centro di Praga è caratterizzato da stradine tortuose e costruzioni di
tutti gli stili architettonici: troviamo infatti rotonde romaniche,
cattedrali gotiche, palazzi rinascimentali e barocchi, case in stile
liberty, classico, cubista e funzionalista, ma anche edifici più recenti. Il paesaggio movimentato attribuisce a questa
città un suo inconfondible incantesimo, offrendo numerose e suggestive
vedute panoramiche. La Moldava attraversa Praga per ben 31 chilometri,
raggiungendo una larghezza massima di 330 m. Il fiume rende del tutto
particolare la città disegnando numerosi e romantici meandri e isole.
Castello di Konopiste:
In origine castello del primo periodo gotico di tipo francese, modificato
nel rinascimento, ricostruito in castello barocco, alla fine del XIX
secolo fu ricostruito in stile romantico per l’arciduca František
Ferdinand d´Este. Comprende un giardino di rose e un parco inglese
esteso. Da vedere i salotti di rappresentanza, le collezioni del castello
(arsenale, biblioteca, cappella, ed altri). Interessanti inoltre le camere
private di F.F. d´Este, la galleria, il museo di san Jiří
(Giorgio), il campo di tiro.
Castello di Karlštejn
E' il più importante castello ceco ed anche uno dei simboli del regno
Boemo. Fu fatto erigere a tre differenti livelli di altezza dal re boemo
ed imperatore del Santo Romano Impero Carlo IV nel 1348. Il livello
inferiore ospitava le camere e le sale abitate dall‘imperatore, da sua
moglie e dal suo seguito. Al livello intermedio, fu costruita la chiesa
della Vergine Maria, con un corridoio che la collega alla cappella priva
di Carlo IV, consacrata a santa Caterina, la sua patrona, che simbolizza
la purificazione. Il livello superiore era rappresentato da una torre
prismatica con la cappella di san Croce, raffigurante la volta celeste.
Originariamente, il castello era stato concepito come luogo di riposo e
relax, ma durante la sua costruzione, che durò più di sette anni, cambiò
l’idea dell’uso da farne; il castello diventò il luogo dove
conservare i gioelli dell’incoronazione, cechi e imperiali e le preziose
reliquie dei santi. All‘epoca di Carlo IV fu soprattutto una sede
rappresentativa, distante da Praga solo un giorno di cavallo, e dove si
incontravano i maggiori rappresentanti dell’élite politica europea.
Durante le guerre ussite il castello fu il bersaglio degli attacchi
ussiti. La qualità della sua fortificazione venne confermata nel 1422,
quando fu inutilmente assediato dai praghesi. Alla fine del XV secolo,
vennero apportate delle modifiche in stile tardo gotico, che portarono
anche alla ricostruzione del campanile, modificando così la silouhette
del castello. Durante gli anni 1578–1597 sono state realizzate molte
riparazioni e ricostruzioni in stile rinascimentale. Nel 1625 l´imperatore
Ferdinando II, abolì lo statuto di Karlštejn e il castello e anche i
suoi domini entrarono a far parte della dote delle regine boeme, fino a
quando l‘imperatrice Maria Teresa lo donò all‘Istituto delle
nobildonne, che da quel momento iniziò a gestire economicamente tutto il
territorio. Solo alla fine del XVIII secolo il valore storico del castello
di Karlštejn fu apprezzato, e nel 1887, si iniziò un’opera di restuaro
e pulitura del castello, sotto la direzione dell‘architetto Josef Mocker.
Alcune parti del castello furono demolite, altre costruite e infine Karlštejn
ottenne la sua immagine attuale. Nel 1910 è stato aperto al pubblico.
Il castello è dominato dalla grande Torre prismatica con la cappella della
Santa Croce, consacrata nella primavera del 1357, che è sicuramente il
punto più rappresentativo del castello. Le volte sono decorate con pietre
preziose a forma di croci e vi è una collezione unica di centoventi
dipinti, la maggior parte del maestro Theodorico, raffiguranti santi, papi
e vescovi, sovrani e dottori della legge. Sopra l´altare si trova una
nicchia chiusa da un’inferriata d’oro, nella quale sono conservati le
insegne e le reliquie dell‘incoronazione imperiale. La volta raffigura
il cielo stellato con la luna, il sole e i cinque pianeti allora
conosciuti.
Repubblica
Ceca
Anni Trenta del VI° secolo. Il primo raggruppamento
di Slavi è documentato dal cosiddetto Impero di Samo alla metà del VII°
secolo e, successivamente, con la nascita dell’Impero della Grande Moravia. Il momento decisivo nello sviluppo dei territori slavi fu
l’arrivo dei predicatori religiosi, i fratelli Cirillo e Metodio, a
cavallo degli anni 863 - 864 nel territorio dell’Impero della Grande
Moravia.
A quel tempo risale l’uso di una lingua slava, il cosiddetto
slavo antico, sia nel testo della Bibbia che nel culto e nei servizi
religiosi, lingua comprensibile a tutti gli Slavi. L’Impero della Grande
Moravia si disintegra e all’inizio degli anni Novanta del X° secolo
cessa di esistere ma esso costituisce il fondamento della prima forma
statale nel territorio della Boemia.
Il primo sovrano della tribù dei Cechi, Borivoj, di cui si ha storica
testimonianza, governa negli anni 874 - 891. Grazie al principe Borivoj
della dinastia Premyslidi, battezzato dall’arcivescovo Metodio negli
anni Ottanta del IX° secolo, il cristianesimo è stato introdotto e
diffuso in Boemia.
Durante il suo governo si costruiscono i primi
monumenti religiosi nel territorio della Boemia. La prima chiesa cristiana
fu eretta nel luogo chiamato Levy Hradec (oggi Roztoky u Prahy), sede del
sovrano a quei tempi. In seguito si costruì una piccola chiesa consacrata
alla Madonna al posto di un luogo di culto pagano.
Nello stesso luogo si
cominciò a costruire un castello durante il governo del sovrano Spytihnev
I, figlio di Borivoj I, castello che divenne in seguito il palazzo del
sovrano. Cominciò così la costruzione del Castello di Praga, all’inizio sede del sovrano Spytihnev I.
Alla morte di Spytihnev, gli
succedette il fratello minore Vratislav I che ebbe due figli,
Venceslao e Boleslav. Dopo la morte di Vratislav (921) il governo fu
affidato a sua moglie Drahomira per la durata della minorità di
Venceslao. Venceslao succedette a sua madre nel governo intorno all’anno
924.
Il principe Venceslao fondò nella seconda metà degli anni Venti del
X° secolo il Duomo di S. Vito avendo ottenuto dal re sassone Enrico
reliquie di S. Vito, patrono di Sassonia.
Tra i due fratelli, Venceslao e
Boleslav, scoppiarono spesso dissidi che culminarono con grande probabilità
il 28 settembre dell’anno 935 con l’omicidio del principe Venceslao,
risultato di una congiura, ordita presumibilmente dal fratello Boleslav,
poiché fu lui che gli succedette sul trono del principiato di Praga.
Venceslao nella seconda metà dell’undicesimo secolo fu canonizzato ed
è diventato il patrono indiscusso della nazione ceca.
Il
principe Boleslav, fratello di Venceslao, contribuì senza dubbio all’a
ffermazione della sovranità ceca facendo istituire il vescovado a Praga.
A capo del vescovado fu nominato nell’anno 982 Adalberto della famiglia
Slavnikovec, fondatore del Monastero di Brevnov (993), canonizzato dopo il
martirio, subito nella Prussia (odierna Polonia). Adalberto cercò di
stabilire un buon rapporto tra la chiesa e la società essendosi reso
benemerito della cristianizzazione dei popoli dell’Europa centrale,
quali Prussiani, Polacchi e Ungheresi. Adalberto o i suoi compagni sodali
battezzarono i sovrani di quelle comunità.
Fino
all’anno 1212 il territorio popolato dai Cechi fu un mero principato.
Nell’anno 1212 il principe Premysl Otakar I ricevette dall’imperatore
Federico II la cosiddetta Bolla Siciliana d’Oro che promuoveva il
Principato Ceco a Regno garantendo il diritto ereditario al trono. Premysl
Otakar I diventò il primo re ceco incoronato nell’anno 1198 e
riconfermato nell’anno 1203.
Lo
Stato ceco consisteva per l’intera durata della sua storia non soltanto
nel Regno ceco, ma anche nel Margraviato di Moravia (riconosciuto alla
Dieta imperiale tenuta a Regensburg nell’anno 1182). I Premyslidi
regnarono senza interruzione fino all’anno 1306, quando il loro governo
cessò con l’omicidio del re Venceslao III ad Olomouc.
La
dinastia dei Premyslidi regnò dopo la morte di Venceslao III soltanto
tramite la sua discendenza femminile. Ai Premyslidi succedettero sul trono
i Lussemburghesi. La dinastia regnò nel paese fino all’anno 1436. Il
sovrano più notevole della dinastia che spicca fra altri membri della
stessa dinastia fu Carlo IV, re di Boemia e margravio di Moravia e inoltre
imperatore del Sacro Romano Impero. La Boemia sotto il suo governo
raggiunse la massima fioritura. Praga diventò una delle metropoli europee
più importanti dell’epoca. Sorge allora l’Arcivescovado di Praga, si
creano i gioielli dell’incoronazione detti di San Venceslao, si dà
origine alla tradizione di San Venceslao. Carlo IV fonda l’Università
di Praga, la Città Nuova di Praga. Si costruiscono durante il suo regno
molti edifici importanti, tra cui il castello Karlstejn, il ponte Carlo ed
altre chiese. Dopo il decesso di Carlo IV gli succede sul trono suo figlio
Venceslao IV. Durante il suo governo il paese perde progressivamente la
prosperità, cade nel caos, si accendono violenti lotte di religione che
sfociano nell’anno 1415 nella condanna a morte sul rogo del riformatore
Jan Hus il quale nella sua predicazione denunciava alcuni aspetti della
chiesa cattolica romana chiedendo una riforma dei costumi ecclesiastici.
La Boemia e una parte dell’Europa centrale furono in seguito devastate
dalle guerre hussite.
Nell’anno
1526 gli Asburgo salgono al trono ceco nella persona di Ferdinando I
d’Asburgo. Di conseguenza, Boemia e Moravia diventano parte delle terre
della monarchia asburgica. Rodolfo II è considerato il sovrano più
importante della dominazione asburgica. Incoronato re ceco nell’anno
1575, fu più tardi incoronato inoltre imperatore del Sacro Romano Impero.
Praga durante il suo regno rifiorisce e ridiventa una metropoli europea.
Dopo il suo decesso nell’anno 1612 scoppiano alcune insurrezioni contro
la Casa d’Asburgo, promosse dagli stati cechi e moravi, che sboccano
l’8 novembre 1620 nella battaglia alla Montagna Bianca nella quale gli
stati cechi e moravi vengono sconfitti. In seguito, la guerra, nota come
Guerra dei Trent’anni, si espande in altre parti dell’Europa. In
Boemia si assiste a una forzata ricattolicizzazione terminata soltanto con
le riforme emanate da Giuseppe II nell’anno 1781.
All’inizio
dell’Ottocento comincia il risorgimento in Boemia e Moravia. Grazie a
personaggi illustri di vari ambienti della cultura nazionale, quali Josef
Dobrovsky (filologo, storico e fondatore della slavistica), Josef Jungmann
(filologo, lessicografo, scrittore e traduttore, primo maestro di lingua
ceca nel risorgimento), Karel Havlícek Borovsky (fondatore del
giornalismo, poeta satirico e critico letterario ceco), Frantisek Palacky
(storico) comincia a formarsi e ad affermarsi nella scienza e nella
letteratura la lingua ceca moderna.
Dopo
la spartizione dell’Impero Austro-Ungarico, causata dalla sua sconfitta
nella Prima guerra mondiale, il 28 ottobre 1918 nasce la Repubblica
Cecoslovacca. Alla carica di primo Presidente viene eletto Tomas Garrigue
Masaryk. Il periodo tra le due guerre (1918 - 1939) prende il nome di
I. a Repubblica. La Repubblica Cecoslovacca di quei tempi è tra i paesi
economicamente più sviluppati d’Europa, innanzitutto nel settore
dell’industria meccanica.
L’esistenza
della Prima repubblica fu interrotta nell’anno 1939 dall’i nvasione
delle truppe naziste della Germania, a seguito del Trattato di Monaco,
stipulato nel settembre 1938. Il paese fu diviso in Protettorato di Boemia
e Moravia e in Stato Slovacco.
Dopo
la sconfitta della Germania e dopo il ritorno del governo dall’esilio di
Londra con Edvard Benes a capo del governo, nell’anno 1945
il paese fu di nuovo riunito.
Dopo
la seconda guerra mondiale, in seguito ad accordi intervenuti tra le
potenze europee, il territorio della Cecoslovacchia cadde nella cosiddetta
sfera d’influenza sovietica. Questo contribuì in misura notevole al
colpo di stato del febbraio 1948 in conseguenza del quale i comunisti
andarono al potere. Nel 1960 la Costituzione fu parzialmente modificata ed
il paese assunse la denominazione di “Repubblica Socialista
Cecoslovacca”. Nel 1968 l’ala riformista del partito comunista tentò
una parziale democratizzazione della società, ma il tentativo fu represso
nell’agosto con l’intervento delle truppe militari del Patto di
Varsavia. Dopo il fallito tentativo di democratizzazione, cominciò nel
1969 un periodo di cosiddetta “normalizzazione” nel corso del quale
furono conculcate dall’apparato statale tutte le persone e attività che
non si identificavano con le direttive imposte dalla “normalizzazione”
seguita all’occupazione sovietica.
Agli inizi degli anni Ottanta si manifestarono e crebbero, in molti paesi
dell’Europa orientale facenti parte del cosiddetto blocco socialista,
tendenze e iniziative miranti ad una profonda democratizzazione. In
Cecoslovacchia, questo nuovo corso culminò
nel novembre 1989 nella cosiddetta “Rivoluzione di Velluto”. A causa
della pubblica pressione, i comunisti si ritirarono dal governo dello
stato e gli interventi polizieschi contro le manifestazioni popolari
cessarono. Il 29 dicembre 1989 Václav Havel,
rappresentante e candidato del nuovo raggruppamento democratico (Forum
Civico), fu eletto Presidente della Repubblica dall’Assemblea Federale,
e condusse nel giugno 1990 la ex Repubblica Socialista Cecoslovacca a
libere elezioni dopo più di 40 anni di dittatura.
Il 1 gennaio 1993 la Repubblica Federale Ceca e Slovacca è stata divisa in
due paesi autonomi, la Repubblica Ceca e la Repubblica Slovacca. La
Repubblica Ceca è entrata nel 1999 a far parte della NATO e dal 2004 fa parte dell’Unione Europea.
Attualmente
la Repubblica Ceca è un paese moderno e democratico con un ricco
patrimonio storico e culturale.
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